mamma cantastorie
Le corrispondenze esistono: la camicia da notte premaman Racconta è una cantastorie in carne ed ossa.

La lettura di oggi è sconsigliata ad un pubblico adulto che non sappia sognare ad occhi aperti, scorgere nei giorni malconci una riflessione costruttiva, nel caffè un invito e nel cucchiaino un inchino, in un paio di galosce sguaiati salti nelle pozzanghere, in un grembiule inamidato macchie di colore da impiastricciare con i polpastrelli.

Per continuare la lista, questa lettura NON è consigliata a chi non crede nella corrispondenza tra le cose e le persone. Noi l’abbiamo trovata: la camicia da notte premaman Zazi Romantic “Racconta” è una persona, una cantastorie in carne ed ossa. Non pensiamo che sia l’unica al mondo, questo no, ma pensiamo che sia speciale, questo sì!

La linea di camicie da notte premaman Romantic (qui la collezione) è costellata da moniti semplici, pozioni magiche da usare senza moderazione prima e dopo la gravidanza – non fanno male! – per riscoprire la bellezza tramite piccole azioni.
Tutte le Zazi Romantic possono avere la loro mamma gemella, se “Racconta” è una mamma cantastorie, “Scrivi” sarà una scrittrice.

N.B. Se tra voi, ci fosse una scrittrice o una sognatrice o una mamma che si senta gemella di una delle nostre Zazi Romantic, perché ogni giorno impugna una penna o rincorre i sogni per l’aia, beh non vi resta che scriverci! (n.d.r.)

Ma tornando alla nostra Zazi cantastorie, ve la presentiamo un po’ più da vicino.

 

Corrispondenze perfette

 

Esistono corrispondenze o affinità elettive tra le persone, le cose ma anche tra le cose e le persone. Se, poi, un prodotto per te che lo hai concepito e lo hai tradotto in qualcosa di reale, è quasi una persona con un’anima e una storia, è facile che la corrispondenza assuma toni ancora più spiccati.
Giordana Sassi, cantastorie e ideatrice di “Cose perse”, è la mamma gemella di Zazi “Racconta”.

“Ho una storia che non è così spendibile come quelle che invece raccontano di grandi gesta e peripezie leggendarie tra incarichi prestigiosi e location elitarie.
Però lo stesso continuo a raccontarla: perché alla fine penso che fare dell’ordinario lo straordinario sia una conquista eroica, degna di un romanzo epico!”

La nostra cantastorie non vive a corte, proprio come noi, ma sa raccontare storie come pochi. È mamma di due bimbi che, presto, diventeranno tre.

 

Ogni giorno, qualcosa da raccontare

 

Noi siamo “quelle delle camicie” ma siamo soprattutto due che, ogni giorno, provano a fare della comunicazione il loro lavoro. Raccontiamo le storie a partire dalle cose, siano esse le camicie da notte premaman, le vestaglie in felpa o le copertine neonato, e osserviamo con grande interesse i racconti degli altri. Le storie di Giordana hanno qualcosa di straordinario. Leggiamo ogni suo post Instagram con l’attenzione che un credente riserverebbe ad una parabola, e ne ricaviamo sempre un insegnamento.

Leggete anche voi!

“”Cose perse” un invito a cercare un atteggiamento propositivo orientato non tanto a bisogni che non ci appartengono, ma a una ricerca dell’incanto in ogni angolo dei giorni. Non quello distante, irraggiungibile. No. Quello servito sul piatto della quotidianità. Lasciando che i giorni ci raccontino come meglio possiamo tradurci.

Le coseperse sono quelle che si cercano perché vengono a mancare, quelle di cui si avverte un’assenza; sono anche quelle che finiscono sulla luna. Io sono nata e cresciuta nella Terra dei Maggi, l’Appennino emiliano, dove le ottave dell’Ariosto si cantano, rivisitate, nelle aie e nei boschi. In questi spettacoli a cielo aperto che mi hanno sempre accompagnato per mano, già dall’infanzia, sono cresciuta credendo in qualcosa di speciale: «che nulla è perduto. Mai». Tutto si può riscattare. Esattamente come ha fatto Astolfo quando ha recuperato il senno di Orlando. Come? Basta salire in groppa all’Ippogrifo.

I miei figli, come Astolfo e l’Ippogrifo, mi hanno ricondotto in volo verso quella certezza lì. Ed è questo che mi piace raccontare: quell’entusiasmo, alla portata di tutti, che ti porta a cavalcare, nei giorni, alla ricerca di soluzioni. Un desiderio di «cose perse» ma anche di «cose per sé», esploso proprio con la nascita dei miei figli ai quali vorrei riuscire ad insegnare, mentre ogni giorno da loro mi lascio educare, a viaggiare sempre verso la luna. A cercare quelle cose perse, importanti ma spesso semplici, che sovente coincidono con le cose per sé. Ma molto più semplicemente vorrei seminare in loro la voglia di cercare e cercarsi: sostanzialmente tutto resta racchiuso in questo.”

“Racconta” è uno dei nostri moniti leggeri, a sussurrarlo è una camicia da notte premaman. L’invito è quello di tornare all’oralità, a quel passaggio di storie vecchie e nuove che, per essere nutrite, hanno bisogno di occhi grandi e attenti. Non serve che gli occhi siano letteralmente grandi ma che li alleniate ad osservare, li apriate ben bene ogni giorno.

mamma cantastorie
Cantastorie di cose perse e cose per sé: Giordana Sassi

Mamma Cantastorie in camicia da notte

 

Voi come ve la immaginate vestita una cantastorie? Secondo noi in camicia da notte è perfetta!
Una storia sottovoce che sfuma man mano nei sogni fino al sorgere di un nuovo giorno.

 

“I veri cantastorie, quello che mi piace pensare di essere, girano con la valigia. Dentro vi custodiscono con cura gesta, vicende, una camicia da notte (n.d.r.) e parole preziose. Quelle che raccolgono per strada, dentro l’apparente inconsistenza dei giorni che non sono altro che giorni.”

Vi presentiamo la nostra cantastorie in camicia da notte Zazi “Racconta”.

camicia da notte premaman
Cantastorie in camicia da notte: Giordana Sassi indossa Zazi Racconta!

A proposito della camicia da notte Zazi, la nostra cantastorie si è espressa così:

“I quadrettini bianchi e blu (fantasia vichy) a me ricordano tanto il mio grembiule da artista. Sì, io non sono un’artista vera ma mi piace ogni tanto credere di esserlo, e ci credo pure davvero quando mi impegno. Per esserlo meglio indosso una “divisa” che non è altro che uno scamiciato ormai logoro che mi aveva confezionato anni fa la mia super NonnaBis; è pieno di macchie e colori: tutti quelli che non se ne sono voluti andare perché hanno preferito rimanere.

E devo dire che tra le cose più belle dell’essere in attesa c’è proprio questa sensazione diffusa di sentirsi un’artista, una creatrice. Incorniciare questa percezione bellissima con la fantasia Vichy a quadrettini bianchi e blu, mi sembrava perfetto. Aiuta a rendere tutto più vero davvero.

Mi piace il suo nome: Racconta. Mi sembra perfetto da indossare per una a cui piace pensare di essere una Cantastorie.”

La nostra Giordana, mamma gemella di Zazi Racconta, ci ha regalato tre righe di bellezza. Per noi equivalgono ad un poema:


“La cosa che a me piace davvero tanto è che in ogni Zazi, comunque, si può trovare una bella storia da indossare, fatta anche di una filiera di rispetto e di passione per il lavoro, oltre che di tanta creatività messa in circolo. Di chi sceglie di tracciare una strada, non necessariamente semplice ma certamente con il cuore dentro, intorno alle proprie passioni.”

Le idee bisogna covarle come si covano le uova. (cit.)

 

Per portare il racconto nei vostri giorni, per trovare lo straordinario nell’ordinario noi Zazi vi consigliamo vivamente il libro scritto e illustrato “a sei mani e tre cuori ” da Giordana e i suoi due figli: «Mamma cos’è un’idea? Ti rispondo a colori», un libro favola che intende rispondere alle bellissime domande dei bambini. Sono “belle perché costringono anche noi adulti a farcele per un attimo, anzi a rifarcele! Perché molte di quelle domande sono ancora senza risposta e noi adulti per comodità abbiamo smesso di porcele.”

libro favola
Mamma cos’è un’idea?
Libro favola di Giordana Sassi e bimbi, photo credits CosePerse.com

Giordana vorrebbe insegnare ai suoi figli che con “un’idea spesso ci si salva”E allora, dice, “le idee bisogna covarle come si covano le uova, e per riconoscerle bisogna abituarsi a cercarle. Dentro ai cappelli, dentro alle tasche, dentro ai libri, dentro ai quadri, dentro agli sguardi”.

La bellezza nel web esiste ancora, dietro tante parole e foto in posa, esistono le persone. Quelle vere.
Grazie Giordana da noi Zazi.