Quando ero piccola (non di statura, visto che quella è rimasta identica!) mia madre mi raccontava di come le amicizie strette durante gli anni universitari si siano per lei rivelate solide conferme, probabilmente per via del fatto che nascono in momenti in cui si è maturi e consapevoli dei legami che vogliamo costruire.

Ecco, ve lo dico perchè alle soglie dei 35 mi ritrovo a confermare questa tendenza. Gli anni a Bologna mi hanno messo davanti persone splendide, molte di queste, anche se lontane e dislocate in diverse parti del mondo, continuano a camminarmi di fianco, con leggerezza e sincerità.

Una di queste è Dani, con la quale ho condiviso l’esperienza tra gli uffici dell’Antoniano, durante il periodo di ufficio stampa per lo Zecchino d’Oro.
Abbiamo cantato “Le tagliatelle di nonna Pina” con la stessa enfasi che avrebbero avuto le fan di Bono Vox a un concerto degli U2, abbiamo organizzato eventi, scritto, telefonato, mangiato panini col prosciutto, camminato nella neve degli inverni bolognesi, condiviso l’esperienza della prima maternità, senza mai perderci di vista.

Oggi lo spazio delle Zazissime è dedicato interamente a lei, con una formula diversa. Nessuna intervista, nessuna domanda, Daniela De Pasquale e il suo blog Mammamarketing si raccontano in modo perfetto da soli.
Quel che vi diciamo è che ci sono idee davvero fresche e interessanti, da cui prendere spunto per comunicare, ad esempio, eventi importanti come una nuova attesa, o giochi da fare quando fuori è grigio e per casa ci son bimbi scalpitanti (troverete i link direttamente nel suo articolo), e davvero tanto, tanto altro.

Amiche e amici sardi, soprattutto voi, drizzate le antenne! 😉

Vai Dani, grande Zazissima! <3

 

Sono Daniela, senior web writer e mamma, non sempre in quest’ordine.  Anzi, se ci rifletto meglio, visto che con le parole vivo e convivo, è più giusto scrivere: mi chiamo Daniela, faccio la senior web editor e sono una mamma.

Essere mamma è l’ultima mia definizione in ordine cronologico, ma è quella che mi racconta meglio. Non c’entra il multitasking, che è proprio di ogni donna, è che mamma mi fa al contempo essere un sacco di altre cose. Una cuoca, dalle mille e una ricetta, piatti fatti in casa che fino a tre anni fa non mi sarei mai sognata. O una sportiva, che corre dietro a un pallone spiegando persino regole e schemi, o che sa elencare tutto di un fiato almeno 10 piloti di moto GP, o una novella Heidi che accarezza animali di taglie variabili da cui prima dovevo stare lontana almeno un metro, invitando a fare lo stesso: “Non fa paura, non è bellissimo? Vieni, accarezzalo anche tu!”. Una body guard, ma subito all’occorrenza un’infermiera, una studiosa instancabile di pedagogia, una regina di incastri che non rinuncia a un’uscita con le amiche, di tanto in tanto. Un’esploratrice, un’incoraggiatrice, un’ideatrice di giochi e feste, una inventrice di momenti.

 

Una creativa, come tutte le mamme. Alcune hanno questa dote più spiccata, ma ne siamo tutte provviste. Alcune riescono a incanalarla in progetti che crescono insieme ai propri bimbi. Ne sono un esempio le Zazissime, le makers da occhi a cuore che su Zazi abbiamo l’opportunità di scoprire ogni settimana, e che hanno addirittura trovato la ricetta perfetta per unire gli ingredienti della maternità e della creatività in un business, che a volte è divenuto un lavoro vero e proprio.

E anche voi stesse di Zazi siete un ottimo esempio di creative, e io lo posso testimoniare perché ho conosciuto Luciana nel mio periodo bolognese, tra Scienze della Comunicazione e l’ufficio stampa dello Zecchino d’Oro, ed è bellissimo ritrovarsi oggi mamme con progetti e vite simili e punti di intersezione divertenti e affezionati come se non ci avesse diviso un solo giorno. Anche io voglio scegliere una camicia da notte iconica e ironica per il grande giorno! Sì, perché dopo un babà di nome Matteo, di tre anni, nella mia pancia c’è un altro cupcake in cottura per settembre, che vorrei accogliere con una Zazi-camicia!

Io sono invece una Zazissima anomala, non produco nulla, se non il frutto di qualche mio art attack notturno e gli allestimenti per le feste dei bambini, però scrivo. Non sono una scrittrice di libri ma scrivere per il web è il modo in cui mi guadagno da vivere. Quando è nato Matteo ho voluto aprire un blog, come mi ripromettevo da tempo, per avere sempre le mani in pasta in un settore che non lascia spazio a chi rimane indietro e non è sempre aggiornato sui nuovi trend, i nuovi rilasci, i nuovi strumenti a disposizione di brand e aziende per comunicare ai tempi di internet e dei social network.

 

Sul tema del blog non ho avuto dubbi: doveva raccontare questo mio viaggio di mamma. Niente di più facile dal momento che tutti i miei feed, gli aggregatori di notizie che seguo e le mie letture vertono in gran parte su famiglia, maternità e bambini. Ma senza raccontare quante volte fa la cacca, di che colore, o sciorinando il calendario delle visite di accrescimento dalla pediatra. Da buona campana so che “ogni scarafone è bell’a mamma soja”, non sono né la prima né l’ultima mamma a vedere e gioire dei progressi del suo bimbo, o a pensare  che sia bello, intelligente, precoce eccetera eccetera. Il pubblico che legge i miei post trova simpatici alcuni momenti che racconto, o alcune idee divertenti che realizzo con e per Matteo, che possono essere utili spunti da replicare insieme ai propri figli, come video o feste a tema.

Anche la seconda sezione, che è dedicata al marketing, è utile a una mamma che decide di dedicare 5 minuti del suo tempo al mio blog: recensisco prodotti per bambini, per genitori o per famiglie che provo in prima persona, racconto come comunicano i brand che si rivolgono a questo target, o cosa succede nel mondo di particolare o curioso sempre relativamente a questi temi.

 

Il valore aggiunto del mio blog per una mamma o un papà che legge, commenta o mi segue sui social è la terza sezione, che ho chiamato MerendEventi: segnalazione di eventi, luoghi e servizi a misura di bambino a Cagliari e in Sardegna. Un servizio a disposizione delle famiglie per scoprire e valorizzare quanto di bello si possa fare con i bambini, nei posti più conosciuti, ma anche in un pomeriggio senza meta in città, o in una serata che si decide di trascorrere in comitiva, ma con spazi adatti anche ai più piccoli.

Poiché io da mamma non ho trovato portali che rispondessero a queste mie esigenze, nel mio piccolo ho creato le basi per costruirne uno. Sono partita con una sezione specifica dedicata agli asili nido e alle materne di Cagliari, ma per crescere c’è bisogno dell’aiuto e delle recensioni degli altri genitori che condividono il progetto. E mi piacerebbe estenderlo a tutti gli altri campi di nostro interesse: sale per feste, ristoranti kid friendly, punti allattamento, per esempio, per quanto riguarda i luoghi, ma anche laboratori, manifestazioni, spettacoli per gli eventi, e tutto ciò che ruota intorno al mondo dei servizi.

Un po’ ambizioso per un blog di una sola persona, ma è proprio il bisogno di ricerca di queste informazioni e la frustrazione di non trovarla che ha creato empatia con i lettori: me ne accorgo dal successo di traffico e condivisioni che ricevono questi post. Il segreto? Dicono che quando si scrive per un target bisogna immaginare una persona precisa, non tante diverse. Io penso a me e quello che vorrei leggere io, e funziona! Che poi non sono una mamma blogger doc, con la perfetta casa da Instagram, le mie ciambelle non escono sempre col buco e le mie foto spesso sono sfocate, ma questo è secondario quando si riesce a creare un rapporto di fiducia e simpatia, seppure virtuale.

In questo progetto mi avvalgo del fiuto di una mamma, capendone esigenze e desideri meglio di una analisi del target di un consulente di marketing, l’occhio da turista perché, non essendo di Cagliari, cerco, scopro e mi entusiasmo anche per luoghi o esperienze che chi abita qui da sempre dà per scontati o di cui non conosce i cambiamenti negli anni, l’orecchio di chi fa questo di mestiere, e quindi sa cosa scegliere di raccontare e che taglio dare, il gusto di farlo perché mi piace: mi piace scrivere sia di cose utili che futili in uno spazio tutto mio, che legge solo chi vuole farlo. Infine il tatto di capire gli effetti prodotti da quello che scrivo: sono una mamma blogger e soprattutto una moglie blogger che ha sposato l’uomo più anti social del pianeta.

Un punto di vista così differente dal mio, che sono connessa 24 ore, mi spinge tutte le volte a farmi le giuste domande sul perché scrivo, su come gestire la privacy, sul buon senso necessario quando si parla di bambini e vita privata, si condividono foto, si coinvolgono persone che amano la riservatezza.

Un buon bilanciamento di questi fattori ha portato Mammarketing alla soglia dei 3 anni. Intanto, io aspetto che arrivi il fratellino. E lo aspetto anche in compagnia di Mammarketing: siamo tutti in attesa della seconda spunta blu!