Non sono chiacchiere quelle tra le donne, ma discorsi grandi come Case. E piene di stanze, cassetti e ricordi. In questi discorsi/case puoi trovarti, sentirti accolta, fermarti e, dopo, sentirti cambiata.
Questo è l’effetto che mi fa parlare con Adalgisa Romano, artista e designer, ‘maestra d’arte e gioco’ presso Art and Ars Gallery (Galatina, Lecce).

Il nostro incontro nasce con Luna laboratorio rurale, un progetto di innovazione agricola e sociale a cura dell’associazione Itaca. Qui, nelle campagne tra Galatone e Seclì, si terrà ‘Casa Luna’ la residenza artistica per bambini (20 giugno – 1 luglio).

Dopo aver letto quest’intervista amplierete il concetto di ‘casa’, avrete voglia di giocare.
Ora, Zazissima tocca a te! Grazie Adalgisa 🙂   

Zazi: C’era una volta una bambina artista… Dalla fantasia dei più piccoli può nascere l’arte. Breve bio di un’artista: designer e maestra di gioco, tatto, emozione e scoperta.

Adalgisa: Bambina vivace o, più esattamente, ‘maschiaccio’. Non c’è albero dove non mi sia arrampicata come una scimmietta lesta. Forse, per un’evoluzione al contrario, sarei diventata una scimmia ma a contenermi ci hanno pensato l’educazione e il contegno indotto. I bambini come me spesso dovevano essere ‘messi in riga’, figuriamoci una bambina, poi. Da qui la vivacità si fa zitta zitta o, forse, no… Nel mio caso ha preso il sopravvento da grande! E, allora, l’esplosione castigata ha trovato spazio e nuovi alberi su cui avventurarsi per guardare oltre.
Riguardo al mio primo approccio con l’arte è venuto dalla mamma. Era così impegnata a prendersi cura di noi figli che le restava poco tempo per sé, mostrava, però, un gusto e una creatività spiccati anche nel suo rassettare quotidiano e casalingo. C’è un ricordo che conservo chiaramente. Ero in quarta elementare e dovevo realizzare un disegno per una mostra, il tema era religioso: rappresentare S. Francesco. Chiesi aiuto alla mamma, e lei si mise a lavorare con me fino a prendere il sopravvento, si adoperò fino a notte fonda su quel disegno. Proprio in quel momento ho sviluppato la curiosità per l’arte, ho intuito, con gli occhi di una bambina, che la passione può rapirti e trattenerti. È una condizione, dove sonno e stanchezza non sono più materia sensibile. Così l’inizio dei miei studi d’arte.

Z.: Raccontaci una storia: La mia ‘opera d’arte’ più bella.
Com’è nata, a quale bisogno risponde, quale soluzione offre alle persone.

A.: I ‘Life box’ I e II e il ‘Life Bag’ sono le mie ‘opere d’arte’ più belle. Il loro design, frutto di uno studio lungo 10 anni, è la risposta ad un bisogno: sono unità abitative in cui sentirsi accolti, spazi intimi dove lasciare custoditi memorie, emozioni e ricordi. È quello che io definisco ‘viaggio primordiale’, come un ritorno nell’utero.

Ve li racconto un po’.
‘Life box I’ è una scatola dotata di ruote, una casa/armadio con una seduta e un tavolino apri e chiudi, lungo le pareti ci sono due chaise longue. Chi vi è transitato ne ha fatto un uso personalissimo dando una funzione alla ‘casa’, giocando e trasformando lo spazio. Nell’interno si sono tenute anche delle performance teatrali.

Adalgisa Romano
Life Box I, Adalgisa Romano

‘Life box II’ si compone di un nucleo e vari tunnel, che possono essere mobili, grazie alle ruote, o agganciati alla parte centrale. Ogni tunnel è una via d’accesso ma anche un luogo da abitare, c’è un materassino morbido e tante tasche pronte a contenere oggetti, pensieri ed emozioni. La componente centrale è sempre sferica, richiama l’utero.

Adalgisa Romano
Life Box II

‘Life bag’ è una sintesi più contenuta dei ‘Life box’ I e II. Ti accoglie nel suo interno, si trasforma in base al tuo personale modo di abitarlo, questo è il ‘gioco’. Nell’immagine si può vedere la trasformazione da seduta a futon.

Adalgisa Romano
Life Bag

Per concludere: il gioco è l’abitazione, la relazione tra elemento e persona abitante implica una trasformazione, accogliere e sentirsi accolti è la necessità più intima delle persone.

Z.: I tuoi laboratori di contaminazione tattile sono strumento di apprendimento:giocando e facendo si impara. Il dopo-laboratorio: le novità agli occhi dei bambini, le risate fragorose, le invenzioni grandiose.

A.: Con i miei laboratori ho avuto modo di osservare molto: i bambini, al loro arrivo, sono un

Adalgisa Romano
Laboratori di contaminazione tattile

po’ bloccati, non sono abituati ad avere piena autonomia nella scelta e nell’uso dei diversi materiali a disposizione, tale condizione è assolutamente nuova per loro e scegliere li disorienta. Poi, pian piano, lasciati liberi, prendono consapevolezza di sé. Credo nella spontaneità dei bambini e nella scoperta del ‘fare’. Io stessa vivo questa loro opportunità di crescita come una missione.

Z.: Parte ‘Casa Luna’ residenza artistica per bambini e ragazzi, dai 3 ai 12 anni. Un’esperienza piena di scoperta, gioco e arte nel verde di Luna laboratorio rurale, dal 20 giugno al 1 luglio. Descriviamo cos’è alle mamme e ai papà che ci leggono (anche da lontano) 🙂

A.: Il concetto di residenza artistica, teatrale e performativa è stato sviluppato negli ultimi decenni, a partire dagli anni ’60. Sono le esperienze che derivano dal vivere un luogo, dall’aggregazione di un gruppo, da un progetto comune, dalle relazioni che si innescano. Con ‘Casa Luna’ l’esperienza di abitazione sarà, soprattutto, una contaminazione giocosa che avrà luogo in campagna, a Luna laboratorio rurale. Dal 20 giugno al 1 luglio, i bambini faranno attività di pittura, pasticceranno in cucina per preparare la colazione da offrire ai vicini di casa (un dono crea relazione), costruiranno una capanna rifugio in terra cruda con artefatti di libera espressione che verranno creati e collocati in prossimità del ‘villaggio gioco’. Ci saranno anche laboratori di musica corporea preparatori alla giornata finale del 3 luglio: si terrà, lungo contrada Luna, un corteo rionale che coinvolgerà gli abitanti di Luna e gli avventori, con tanto di stendardi. Nei dieci giorni di ‘Casa Luna’ si terrà anche un laboratorio sperimentale con polaroid, il foto racconto della residenza è a cura di Elisabetta Patera.
(Qui qualche foto da ‘Presentando Casa Luna’, anteprima della residenza artistica a Luna laboratorio rurale)

Adalgisa Romano
Presentando Casa Luna, anteprima delle residenza artistica

Z.: “Perché non facciamo una fantasia sull’alfabeto… fantastico, imprevisto, con lettere tutte diverse di dimensioni, di forma, di materia, di colore; buttate per aria con allegria…”. Il tuo approccio è ispirato all’artista e designer Bruno Munari. Chi è costui? La sua portata rivoluzionaria secondo te.

A.: Quello di Munari è un metodo che parla di gioco ma anche di apprendimento. Nel mio percorso da artista ho sentito di sposare l’approccio di ispirazione munariana perché la parola gioco mi sta dando la possibilità di recuperare quella parte di infanzia non vissuta appieno. Così i processi sempre nuovi e le opportunità di scoperta, anche per me, sono ampie, lunghe e larghe.