“Ciao, sono Olga, ho 30 anni e…vedo il mondo a righe!” con questa presentazione vi lasciamo alla lettura dell’articolo di oggi, SIMPATICISSIMO 🙂
Noi adoriamo sempre di più le nostre Zazi guest e VOI?

“Ciaoooo come stai? SEI IN DOLCE ATTESA?” (conoscente incontrata per caso dopo 5/6 anni)
“Si!”
“Il primo vero?”
“No! Il terzo, ho già due maschi di quasi 5 e quasi 3 anni, FINALMENTE arriva una femmina!”
“IL TERZO? (chiamate la neuro, chiamate la neuro) Ma sei giovanissima!!!”
“Umm mica tanto, ho 31 anni” (a 31 anni le nostre nonne avevano già 5 figli, 2 gatti e 3 galline)
“Ah credevo ne avessi meno!” (tradotto “si ok non sei proprio giovanissima”)
“Eh si, ne dimostro 25” (lo dico giusto perché nessuno ha il coraggio di contraddire una donna incinta, l’ormone impazzito potrebbe venir fuori dalla pancia stendendo con un gancio il malcapitato).
“Quanto manca? Sarai al quinto mese, giusto?”
“NO. Mancano solo 5 settimane”

Sgomento. Stupore. Pancia piccola. Dirlo o non dirlo?

Intervengo subito per placare l’imbarazzo (e poi non si dica che alle panzone manchi l’empatia) “Tranquilla, ho un utero in affitto come Nicole Kidman e Sarah Jessica Parker!”
Paura. Agitazione. Desiderio di fuggire lontano.
“Ahahaha era una battuta naturalmente! Ho la pancia piccola perché i bambini, io, li faccio tutti piccoli. Il mio ginecologo sostiene possa dipendere anche dalla conformazione del mio utero posizionato più in profondità di quello delle altre”. Non è vero. O meglio, non lo so. Non ho mai parlato con il ginecologo della localizzazione del mio utero ma, si sa, una spiegazione scientifica tranquillizzerebbe chiunque.

Questo il dialogo che scandisce le mie giornate. Con costanza e puntualità. Che fortuna essere ormai giunta al nono mese, non vedo l’ora di dirottare le mie conversazioni alle spinose questioni “Dorme tutta la notte? La allatti a richiesta?”

Si, già, il nono mese, proprio una fortuna: il parto imminente, quelle due/tre gocce di pipì che vengono fuori in assoluta autonomia ad ogni starnuto, lo stomaco che si è ormai spostato ad altezza gola, l’amico reflusso gastroesofageo, l’infiammazione al nervo sciatico, la classica simpatia di chi ha terminato il caffè al mattino, l’agilità e la lucidità di Grignani durante il concerto di Capodanno.

Il seno alla Pamela Anderson ma impossibilitata a correre leggiadra sulla spiaggia. Alla quale il costume non entra nemmeno.

E la chiamano dolce attesa. A me di dolce viene in mente giusto il beverone di glucosio ingurgitato per la curva glicemica. Ma trattandosi della mia terza (ed ultima) gravidanza (ultima si, confermo!) ho deciso di impormi 3 regole base: sana alimentazione, moderata attività fisica, mantenimento di un aspetto decente e di un look fashion. Cool. Alla moda.

La moda delle panzone panzesche. Le donne che non vogliono rinunciare a sentirsi belle (carine dai!) pur rimanendo comode e a proprio agio negli abiti che indossano. Quelle che dicono categoricamente no allo scafandro ereditato dalla figlia dell’amica di burraco della madre. No alla vecchia t-shirt del compagno. No ai mutandoni della nonna.
Io ho scelto di sentirmi una Mamma Cool, indossando la mia Zazi camicia. Guai a contraddirmi!

Mammaholic
Olga è una mamma Zazi Cool

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