Ho partorito il mio piccolo Luca il 2 luglio, nell’anno più caldo degli ultimi 150 anni (va beh, secondo Studio Aperto, ma lasciatemi creare un po’ di tensione).

Ovviamente, aggirandomi per casa con 22 kg in più, non vedevo l’ora di partorire tanto che iniziai a pensare al corredino e al mio abbigliamento già dall’inizio dell’ottavo mese.

Per il corredino non ho avuto grandi problemi: i negozi sono pieni, strapieni di vestitini ridicoli per neonati, il peggio è stato scegliere il MIO abbigliamento.
Così, con istruzioni dell’ospedale alla mano, è iniziata la mia odissea: le istruzioni riportavano “pigiama aperto davanti per facilitare l’allattamento”.
Uscendo dal reparto di ostetricia nella cassetta “aiutaci a migliorare questo reparto lasciando il tuo commento” ho scritto nel retro di uno scontrino della coop che avevo in tasca: “ma codesti pigiami con apertura davanti dove si trovano? Ve ne avanza qualcuno? Pagando, potreste creare una linea notte?”.

Ero al mio primo parto, assolutamente impreparata, ma nella mia testolina girava in loop una solo immagine: foto di donne distrutte con in mano il loro pargolo appena nato.

Queste mamme sono dolcissime sì… sì… ma assolutamente, irrimediabilmente cesse! Non partendo da una buona base, le mie poche speranze di non spaventare il nuovo arrivato riversavano sulla camicia da notte!

Quel capo che rimarrà il ricordo indelebile nelle foto di marito e parenti.
Si fa tanto parlare dell’abito del matrimonio, ma questo è l’abito che conta!
Al matrimonio truccatrice e parrucchiera vi avranno dato una dignità, qui l’ostetrica ve l’avrà tolta.

Una volta a casa, ho ispezionato vari negozi, chiesto consiglio a mia suocera la quale mi ha accompagnato in merceria (dovete sapere che nei piccoli paesi, per le persone con più di 60 anni la merceria è il new amazon!), percorso km su km di mercati, con rottura delle acque imminente.

Ovunque andassi La scelta era tra:

-pigiami improponibili con personaggi Disney se non addirittura Peppa Pig, scartati nella volontà di affermarmi visibilmente come mamma. Adulta s’intende.

-pigiami “pizzosi” assolutamente anacronistici, scartati nella volontà di affermarmi visibilmente come mamma. Viva s’intende.

-camicie sexy, sulla falsa linea di Edwige Fenech anni ’70. Inutile commentare oltre.

Ho dovuto accontentarmi di una maxi t-shirt (chiusa davanti) per donne oversize.
Se fosse stato un capo di mamma Zazi, sicuramente avrebbe riportato la scritta: “Ho trovato solo questa!”.

Mamma for Dummies
Mamma Alice e Luca

Sono passati 5 mesi e mezzo e foto terribili a parte, ripenso a quel momento come il più bello della mia vita. Certo, se fossi stata vestita decentemente, riguarderei quelle foto più volentieri.
Ma questa è tutta un’altra storia…
Buona gravidanza a tutte le bellissime mamme Zazi.

Segui Mamma For Dummies
http://mammafordummies.com/
https://www.facebook.com/mammafordummies/

Ti è piaciuta la storia di Alice? Ti rivedi in Zazi, nel suo modo di guardare alla maternità con ironia? Vuoi raccontarci di te e della tua esperienza di mamma fuori dagli schemi? Scrivici a info@mammazazi.it