libri Natale

Comincio a scrivere un post natalizio con il solito tempismo che mi contraddistingue.
È –solo!- il 22 dicembre: le altre blogger hanno già salutato i propri follower sul web, pubblicato la loro lista di articoli in cui invitano a trascorrere feste felici, tra tombolate, cioccolata calda, maglioni con le renne, doni su misura, mentre noi Zazi cerchiamo ancora di capirci qualcosa riguardo alla fatturazione elettronica, post programmati e piani editoriali.
Situazione attuale: zero regali, disordine sparso, look da Belen decadute.

Di contro, però, questo ritardo ci ha offerto su piatto d’argento uno spunto per scrivere il nostro post natalizio: non volevamo fosse il solito articolo con consigli ad hoc, segnalazione di regali originali, elenchi di parole sdolcinate e patinate. Abbiamo, piuttosto, pensato a un articolo che celebrasse l’importanza del tempo, inteso come momento di lentezza, di riappropriazione di sé e dei propri ritmi, dell’ascolto dell’altro ma, soprattutto di se stessi.
Proprio quel che noi stesse vorremmo curare durante questi giorni di festa.

Oltre a questo, ci piaceva l’idea di invitarvi a riflettere sugli affanni di questi giorni, sulle corse all’ultimo regalo, tra giochi in plastica in quantità industriali, fiocchi, panettoni con canditi e nastri, e di quanto basterebbe semplicemente fermarsi a riflettere e dirsi che no, non c’è bisogno di correreLa fretta, almeno a Natale, può essere messa a freno, se mi passate il gioco di parole.
E bastano piccoli, piccolissimi gesti, quali anche quello di entrare in una libreria e scegliere un libro, per contribuire a questo arresto.

 

E se cominciassimo proprio dai libri?

 

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L’ispirazione è venuta da un articolo che racconta una tradizione bellissima, prettamente islandese, in cui vigilia e giorno di Natale vengono trascorsi con lentezza, leggendo semplicemente libri, al caldo delle proprie case.
Si chiama Jólabókaflóð, parola islandese che significa letteralmente “inondazione di libri per Natale”, un’usanza che risale alla seconda guerra mondiale in cui le importazioni estere erano limitate, facendo per forza di cose ripiegare su beni locali, soprattutto editoriali.

Qui in Italia non leggiamo tantissimo, a quanto ci raccontano i sondaggi. Siamo più presi da smartphone e da visualizzazioni compulsive dei social, lasciamo che i piatti si freddino mentre studiamo la migliore angolazione per renderli instagrammabili, litighiamo per accaparrarci il posto in prima fila per riprendere la recita natalizia dei bambini (cosa stiamo diventando?), ma soprattutto…stiamo perdendo di vista il Natale, inteso come momento di unione e condivisione di affetti, qualsiasi forma questi abbiano.
Conosco diverse persone che trovano questo periodo triste, malinconico, una parentesi di giorni tutti uguali, in cui scambiarsi auguri stucchevoli, talvolta ipocriti. Troppi addobbi, troppe luci, troppe visite e telefonate di circostanza, e in realtà è una visione d’insieme che ci sta anche.
Però c’è un aspetto che può, a suo modo, accontentare tutti, ed è proprio quello del prendersi cura di se stessi, allentando col lavoro, le corse, gli incastri, le ansie esponenziali che ne derivano.

Il nostro suggerimento, quindi, è proprio quello di riappropriarsi del tempo riscoprendo il piacere della lettura sulla scia e l’esempio islandese e proprio per questo abbiamo pensato a una selezione di libri per grandi e piccolini, una rosa di letture che ci auguriamo possano ricreare il silenzio di una libreria nelle vostre case e che vi permettano di essere trasportati dall’immaginazione, l’unico mezzo potentissimo che ci consente di viaggiare, anche senza biglietti e valigie.

Felici feste da noi Zazi.

 

I libri per bambini, qualche titolo dolce

 

come-un-pesce-fuor-d'acqua      libro- per-bambini

Buon viaggio piccolino, di Beatrice Alemagna
Una dolcissima storia per accompagnare tutti i più piccoli al momento della nanna, con annesso un giochino sulla quarta di copertina che potranno fare quando saranno un po’ più grandicelli.
(lettura da 0-1 anno)


Tararì Tararera, di Emanuela Bussolati
Uno dei libri più divertenti del mondo! Perché ai nostri bimbi dovremmo insegnare che ci si deve sempre divertire! Con senno, con educazione, ma sempre col sorriso. Mamma, papà, nonni, zii, prima di cominciare a leggere questo libro andrebbe studiata per bene la prima pagina. I libri sono una cosa molto importante! Una storia scritta in lingua Piripù (una lingua adatta a fare le voci, borbottare, aggrottare le sopracciglia, tapparsi il naso…) che li farà morir dal ridere e che permetterà di rendersi conto che i libri e le storie che racchiudono sono universali. Non è bellissimo?
(lettura da 1-2 anni)


Il pinguino che aveva freddo, di Philip Giordano
Vincitore del premio Andersen 2017 per bambini da 0 a 6 anni racconta la tenera storia di un viaggio che è simbolo della crescita, del cambiamento. Un racconto semplice che li aiuterà a capire che bisogna essere fedeli a se stessi per vivere felici veramente e che ognuno di noi è speciale proprio perché unico e irripetibile.
(lettura da 4-5 anni)


Come un pesce fuor d’acqua, di Davina Bell
Uno dei miei libri preferiti, che parla di coraggio, ma anche del fatto che ogni bambino ha i suoi tempi. Siamo presi da paragoni, da comparazioni inutili, ma c’è un unico modo per far crescere un bambino: ascoltare la sua musica senza alcuna fretta. Alfie è un bimbo timido e dolce, pervaso dalla sensazione di timidezza diffusa che lo blocca e di cui parla solo ai cow boy della tappezzeria della sua stanza. Sino a che un giorno la sua mamma non lo accompagna all’acquario…Similitudini, insegnamenti, tenerezza, un libro davvero speciale.
(lettura da 5 anni in su)

 

Libri per adulti, una (personale, molto personale! ) selezione

 

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Ci sono tantissimi libri degni di essere letti, e di certo ci vorrebbero post multipli se dovessimo elencare tutti quelli degni di nota.
Ma se è vero che in libreria ci si accosta a un titolo piuttosto che a un altro per fama, per sentito dire, o su suggerimento, è vero anche che ci sono letture che ci colpiscono chissà poi perché, vuoi per quel colore strano della copertina, vuoi per la trama che attrae, vuoi perché ci dicono esattamente le cose che vorremmo che qualcuno ci dicesse. Questi titoli nascono proprio così, sono arrivati tra le mani per caso e sono tra quelli che, una volta finiti, mi hanno fatto venire voglia di riprenderli e ricominciare.
Non ce ne vogliano tutti quelli che, per forza di cose, restano fuori.

 

La bruttina stagionata, di Carmen Covito
Marilina è una di quei personaggi con cui avrei voluto fare almeno un aperitivo. Sola, dimenticata come un ombrello nel portabagagli, bruttina, come evoca il titolo, ma con una personalità e una cultura così ben definite da fare le scarpe a qualsiasi belloccia di successo.
Una scrittura fluente e tagliente, oltre ad aver scoperto che da qui è stato tratto anche un film. Che non ho visto. 🙂

 

Gli Scarafaggi non hanno re, di Daniel Evan Weiss
Un romanzo che ho trovato incredibile, letto ai tempi dell’università, che racconta le avventure di una banda di scarafaggi filosofi (c’è Bismark, c’è Goethe, Rosa Luxemburg…) che convive con un giovane pigro e totalmente indifferente alla loro presenza.
La loro vita e i loro equilibri vengono sconvolti da Ruth, la nuova fidanzata del protagonista, che… no, non continuo per non togliervi il gusto di affondare il naso tra queste pagine e sollevare la testa solo una volta finite.


Resteranno i canti, di Franco Arminio
Parliamo di poesia, un genere spesso bistrattato, vero?
Ci sono poesie e poesie e quelle di Arminio raccontano della bellezza dei paesi, dei visi dei vecchi, dei silenzi delle strade che diventano voci assordanti se ci si accosta col giusto orecchio, della velocità delle metropoli, che spersonalizza e aliena la realtà. Un libro delicato e intenso, che anche i più reticenti al genere ameranno e che celebra in ogni verso l’autenticità delle dimensioni umane.


Momenti di trascurabile felicità, di Francesco Piccolo

Un libro dolce e leggero sul senso di tutti quei piccolissimi piaceri che fanno parte delle nostre giornate (davvero di quelle di tutti!), e che se riconosciuti divengono parentesi di felicità.
Semplici, magari, ma intense.
Voi, ad esempio, vi siete mai chiusi nei bagni in casa degli altri, “spiando” (nel senso più buono del termine) quale tipo di shampoo o bagnoschiuma sono portati a scegliere? Io sì!
Una chicca da avere nella propria libreria, da leggere in silenzio.


La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, di Audrey Niffenegger
Un vecchio romanzo che mi ha accompagnata nei diversi viaggi in treno da pendolare e non, che mi ha costretta a seguire con lucidità i continui viaggi temporali che caratterizzano tutto il libro. La trama è insolita, avvincente, racconta la storia di Henry e sua moglie Clare: lui è costretto da una rara malattia genetica  a viaggiare nel tempo, lei ad adeguarsi a questi livelli temporali sfalsati e incredibili. Un trovarsi e ritrovarsi che descrivono in modo veritiero anche la sfuggevolezza dei sentimenti e dell’amore.


Zia Mame, di Patrick Dennis
Uno di quei libri che quando finisci ti lascia un sorriso stampato in viso e la voglia immensa, per quanto irrazionale, di incontrare zia Mame in un caffè, prenderla per mano, raccontarle chi sei e come sei cambiato dopo averla scoperta tratteggiata in un libro. Irriverente, eccentrica e indimenticabile.

Buona lettura. 🙂