La neve è alta, le linee disturbate, e anche il wifi è un po’ ballerino. Così ho appreso, anche se in differita, che qualcuno (non oso metterne in dubbio la professionalità) ritiene che lasciar credere ai bambini che Babbo Natale esiste è una cosa TERRIBILE.

Ho deciso di non tacere. Sono buono e caro, mica un baccalà!
Penso proprio che una tirata d’orecchie ‘dolce’ possa farvi bene. ‘Che se non ascoltate noi ‘vecchi’il mondo va davvero a rotoli! Poi, è ovvio, sta a voi fare i genitori e a me, solo Babbo Natale.

E allora, con il permesso delle Zazi (grazie al Santo Natale, ho ancora qualche fan tra gli adulti), ve ne canterò 4!   OH OH OH 

1. Siete catastrofici

Essere buoni è un incoraggiamento e il regalo un premio che nessuno nega, neanche al bambino dalla condotta meno esemplare. Vi conosco uno per uno, saprei dirvi con esattezza l’anno, il giorno e l’ora della vostra peggiore monelleria! Era giusto farvi credere che non avreste ricevuto alcun dono da Babbo Natale,  solo così vi sareste impegnati ad essere un tantino più buoni. Tanto, poi, sotto l’albero c’erano Ciccio Bello Bua e la Ducati 3 ruote di Peg Perego (le vostre letterine sono tutte archiviate!). Insomma, mamma, papà ed io eravamo d’accordo!

2. Ma dov’è finita la magia?

L’infanzia senza magia non ha ragion d’essere. E ditelo senza vergogna: eravate grandicelli (13 anni circa) quando vi si è insinuato il dubbio che Babbo Natale non esistesse e, da bravi bambini, avete conservato il segreto per i fratellini. Nonostante tutto, eravate sempre i capobanda dello sgattaiolamento notturno:  prendevate per mano i più piccoli per andare in salotto a controllare se, magari, avessi lasciato qualche indizio del mio passaggio. Così l’indomani avreste potuto chiamare l’amichetto e dirgli che aveva messo in giro false voci sul mio conto. La magia di quella notte ve la ricordate ancora tanto bene, perchè romperla?

3. Il ruolo del genitore bla bla bla

Vorreste farmi credere che non direte mai le bugie, quelle piccole e innocue, ai vostri bambini?
Il ruolo del genitore non verrà certo messo in discussione se non direte la piena verità su Babbo Natale, piuttosto dovete insegnare ai vostri bimbi ad apprezzare i piccoli momenti, la magia, i doni semplici, gli insegnamenti dei nonni, dovete imparare a dire di NO qualche volta.
Ah! Ho letto in giro che i gruppi whatsapp tra voi genitori sono un’arena pazzesca, approvo i consigli delle Zazi su questo punto (sono anche divertenti!).

4. Lettere di Natale dai 6 ai 99 anni

Perché avete smesso di scrivermi? Io amavo le vostre lettere, quelle da piccini con la calligrafia immatura e la lista infinita di regali, quelle della piena adolescenza e dei primi amori. Che diamine! Voglio le mie letterine, la posta intasata, le vostre storie da bimbi cresciuti ma con le teste sempre sognanti, anche a 99 anni! Che fine avete fatto?

Concludo con un applauso a te, Fulvio Scaparro, e prendo nota del tuo libro “L’antispocchia” (non sembrerò spocchioso con questo mio intervento, vero?)
Mi ricordo di te quando eri bambino, poi hai smesso di scrivermi anche tu. Ma hai recuperato alla grande facendomi ridere tanto: “Di persone in cura ne ho avute tante. Ma no, proprio nessuna era rimasta traumatizzata da Babbo Natale “. (articolo su La Repubblica)
Hai detto bene, caro, chi si traumatizza alla notizia non è un bambino! Da piccoli si ha bisogno di credere in Babbo Natale come nelle favole e, quando da grandi si conosce la verità, non casca il mondo! Ci saranno nuove grandi cose in cui credere.

Fidatevi di me e permettetemi ogni tanto qualche strigliata, con amore

Babbo Natale

P.S. Metto a posto i guantoni che tanti anni di onorata carriera mi hanno fatto diventare troppo buono!