Hai fatto mille valigie, mai nessuna ti ha messo in crisi così. Sei alla tua prima esperienza e la partenza per una meta così diversa, l’ospedale, metterebbe in ansia la più composta delle donnine. 40 settimane di emozioni, calcetti, voglie, sclero alternato a sorrisi sono giunte al termine, devi preparare la valigia per l’ospedale e prestissimo conoscerai il piccolo natante iperattivo.

La scena è da Apocalipse Now, un’esplosione nella stanza da letto avrebbe procurato meno fragore e caos. Il letto è invaso: pannolini, salviette, tutine, cambi intimi, calzini, vestaglia, tre camicie da notte Zazi, fazzoletti, beauty e mille altre cosine. Sei un sergente, con la lista in mano e i capelli dritti, il futuro papà è un marine, esegue gli ordini con estremo rigore senza opporre resistenze agli innumerevoli comandi: vai in cucina, torna in camera da letto, vai in bagno, torna in camera. Corre più di Speedy Gonzales, così veloce da dissolversi. Ha fatto solo un appunto – “Non starai portando troppa roba? Prendiamo una valigia più grande?” – e tu “Nine!”, mai sfidare una campionessa di Tetris.

Mamma sergente, hai terminato con gli ordini? Ora si passa a preparare la valigia per l’ospedale! Con i mini body  e le insolite camicie Zazi tra le mani, la tensione si è allentata per fare spazio alla tenerezza: osservi papà Speedy – un po’ provato – e il tuo pancione ingombrante, ti rendi conto che il momento atteso è arrivato per davvero. L’apertura del gate al Terminal “Ospedale” è alle 8.30, arriverai puntualissima e con un bagaglio “pieno”: un libro, la macchinetta fotografica, un po’ d’ansia, il diario, il beauty (un po’ di make up non guasta!). E  l’ironia? Ricorda che, con quella, non c’è momento di “alta tensione” che non si possa superare.

Metterai un tocco di te in valigia, perchè sei una mamma Zazi, rock e controcorrente.