Lo dico sempre che in realtà una delle cose che amo di più del web è il fatto che ci dia la possibilità di incrociare le nostre vite con quelle di persone che, per meri e ovvi limiti geografici, non avremmo mai occasione di conoscere.
Una sorta di battaglia navale 2.0 legata alle probabilità che ci restituisce la maschera di ricerca di Google quando digitiamo qualcosa, col suo bell’elenco di siti che nascondono persone talvolta meravigliose, talvolta, perchè non dirlo, pessime.
Anna, in arte Tulimami, è una di quelle persone che ringrazi  il cielo di aver incrociato, anche solo telematicamente. Non per smania di adulazione, al contrario, anche perchè dopo la prima conversazione capiresti che non è affatto una donna e mamma imprenditrice che gongola e che ama essere incensata, ma perchè ha quella che al giorno d’oggi considero una vera e propria dote: la gentilezza.
Gentilezza nella risposta, innanzitutto, che arriva puntuale e ironica, gentilezza che si incastra tra le parole scritte dietro a un pc, gentilezza quando le chiedi dei suoi prodotti (Anna, ti ho scritto tempo fa per chiederti della nuova collezione, mi hai risposto in modo dolcissimo!) che non cerca, come molte crafter, ti venderti a tutti i costi.
Tulimami
Collana Tulimami
Un preambolo che mi sembrava d’obbligo per introdurre la nostra nuova mamma imprenditrice, una Zazissima che oltre ad avere una storia interessante offre importanti spunti di riflessione, in primis quello dell’arte della “lentezza”, che rapportata ad affetti e famiglia significa spogliarsi di termini come “dai”, “muoviti” per lasciare spazio a dialogo, carezze, passeggiate,  chiavi di volta per rapporti solidi e felici.
Una piccola curiosità che ho adorato e che vorrei condividere con voi: fate questo gioco che Anna propone nel blog, ritagliate il vostro piccolo angolo poetico, soprattutto se avete avuto una giornata spigolosa.
Io l’ho fatto, con lo stesso entusiasmo di un bambino che arriva in spiaggia per la prima volta, dopo nove mesi di scuola.

Buona lettura! 🙂

Tulimami
Tulimami e le poesie da ritrovare

Zazi: “Tuli- tuli- pan”. Scusaci ma c’è venuto di cantare pensando a te. La passione per i tulipani, l’amore per la creatività e l’handmade, tutto condensato in un nome: Tulimami. Raccontaci il tuo progetto da mamma crafter. Vai, Zazissima!

Tulimami/Anna: Il mio progetto è un sogno che ho coltivato a lungo, che ho deciso di concretizzare pur con la fifa blu di fare il passo più lungo della gamba, e che invece porto avanti con tanta soddisfazione, tanto studio e tanto impegno ogni giorno da due anni e mezzo. Il mio progetto è un laboratorio tutto mio dove posso dedicarmi alla progettazione e alla realizzazione delle mie collezioni di gioielli di legno e poche, ma buone, personcine di stoffa. Il mio progetto ha il nome di Tulimami, che sono io, che è il mio fiore preferito, il tulipano (tuli), che è fare ciò che amo (ami) e che è anche essere mamma (mami).

Z.: La giornata Tulimami: laboratorio, bimbi “ridolini”, tabelline, giochi, favole e che altro?

T.: Come tutte le mamme lavoratrici, la mia giornata è un garbuglio di impegni: il laboratorio dove lavoro, fotografo e scrivo, i figli con la scuola, gli amici e le attività pomeridiane, la canide perdipelo, il gatto pacchiologo e un marito molto paziente. Nel tempo però abbiamo imparato a non girare sempre come trottole e ci ritagliamo ogni giorno dei momenti di quiete in cui fare solo ciò che ci piace senza “DEVO” e senza “MUOVITI!”. Come guardare qualche serie tv oppure fare tutti e quattro delle lunghe passeggiate dopo cena, chè con la scusa di portare a spasso il cane, si fanno tante belle chiacchiere, ci si racconta la giornata, si sogna e si progetta ad alta voce.

Z.: Tre cose per creare, le immancabili.

T.: Il traforo per tagliare il legno, i pennelli ed i colori per dipingerlo. Oppure? Curiosità, emozione, immaginazione.

Z.: La tua creazione più bella.

T.: È banale se dico i miei bimbi? Però ragazze, davvero, costruire la propria famiglia è un’avventura creativa quotidiana. Una volta ho letto una frase che mi è rimasta impressa: “Due cose importanti da insegnare ai figli? Fare e fare senza”. Ed entrambe richiedono tanta, tantissima creatività.

Z.: Storia di un amore: tu e il tuo traforo elettrico. Ci racconti una brevissima puntata di questa lunga storia? Quella che vuoi e che ti sta più a cuore.

T.: Cenerentolizziamo questa storia? Come il principe, al ballo, capisce che Cenerentola è la donna della sua vita non appena la scorge tra la folla, così io, appena vidi Traforo su Internet, capii che era lui il tool dei miei desideri, la soluzione dei miei problemi. Aveva un vestito bellissimo, fatto di piccole seghe intercambiabili che luccicavano come scarpette di cristallo. Dovevo trovarlo! A costo di bussare ad ogni negozio della città. E poi sentii una voce allegrissima cantare “Salacadula magicabula bibidi bobidi bù”. Era la mia fata Smemorina, che non era una fata, ma un signore con la barba: mio papà. Aveva trovato il mio innamorato proprio in un negozio vicino casa! E con una glitteratissima bacchetta magica me lo fece apparire sotto l’albero di Natale. Da allora viviamo felici, contenti e pieni di segatura da tutte le parti.
Z.: “Se lo puoi immaginare, lo puoi realizzare”, il tuo motto è bellissimo! L’impresa più ‘immaginaria’ che hai realizzato (abbiamo visto che pratichi sport estremi come il restyling di mobili…)

T.: Ahahahah! Credo che la più avventurosa sia stata dipingere le piastrelle del bagno brutto, trasformandolo in un bagno bellissimo! Per anni ho detestato il vecchio bagno brutto, blu scuro, buio e tristissimo. Poi, con la collaborazione dell’impavido tulimarito, l’abbiamo dipinto di bianco. E dipingere le piastrelle non è una passeggiata come dipingere un muro. Ma la soddisfazione di ridare anima e luce a quella stanza, non avete idea! Ancora non ci credo che sia cambiato così tanto! Uno sport estremo che consiglio a tutti coloro che credono che chiunque meriti una seconda possibilità.

Z.: La cosa che di te, da mamma, non è cambiata neanche un po’, quella che ti fa essere ‘different’ e alla quale non rinunceresti. (Sulla scia del motto di Zazi che recita ‘Be a different mum’ conservando vezzi, interessi e passioni).

T.: Non solo non è cambiata, ma è anche cresciuta (proprio grazie all’ ex-brutto bagno): le autococcole! Siccome in casa siamo una donna (io) contro tre maschi, il bagno ex-brutto è diventato la mia stanza delle coccole. Quasi quasi ci appenderei il cartello “Divieto d’accesso al personale non autorizzato” (cioè a tutti tranne me). Bagnoschiuma, candele, cremine profumate, musica o libro: sono momenti sacri, chè tanto non casca mica il mondo se si rimandano le questioni in sospeso di mezz’oretta!

Grazie di tutto, Anna. Un abbraccio e un in bocca al lupo per la tua bellissima attività.