Era ottobre, la fine.

Qui in Salento a ottobre fa ancora caldo, quindi immaginate che fatica per una mamma alle ultime settimane di gravidanza, reduce da un’estate rovente come quella del 2015, prepararsi anche allo shooting fotografico della nostra Zazi.

Serviva un volto che fosse bello, carismatico, solare, per dare forma al progetto a cui lavoravamo da mesi e quando Maria Chiara si è detta disponibile, manifestando un entusiasmo che ci ha confermato che fosse proprio lei la persona più adatta a noi, ci siamo abbracciate, saltellando come due idiote al liceo al concerto della loro boyband preferita.

Per questo non poteva certo mancare un’intervista dedicata SOLO ed esclusivamente a lei,  vediamo assieme cosa ha da dirci la nostra splendida “Mamma Zazi”.

Ciao cara, prima di cominciare volevamo solo ribadire il fatto che non avremmo potuto avere testimonial più bella, perfetta, simpatica e ironica di te (n.d.r)

Detto questo, pronti, partenza, via!

1) Siamo curiose di sapere, così, su due piedi, la prima cosa che hai pensato appena ti è stato proposto di rappresentare Zazi. Ci racconti?
“Non ho il fisico”, ho pensato. Certamente non in verità, però molto riservatamente non ho mai messo di prima linea il mio corpo. Simbolicamente racconta la mia anima, chi sono, come vivo, per cui ho un po’ meditato prima di accettare. Alla fine non c’era da ragionare, Zazi verosimilmente mi rappresenta.

2) Hai qualche aneddoto del backstage dello shooting fotografico che vorresti raccontare a chi ci legge?
Beh, ricordo che cercavo inizialmente di interpretare i mood pilotando e gestendo le mie espressioni, ma finivano con l’essere esattamente tutte uguali e poco credibili. Fare l’indossatrice è una professione e io non sono una professionista. Perciò, in seguito, grazie all’aiuto del fotografo, di Luciana e Barbara, cercai di cambiare paradigma: “vivere me stessa e in alcuni momenti superarmi”. Leggerezza, gioco, ironia si congiunsero sino alla fine.

3) Come hai affrontato la seconda maternità? E’ stato difficile far accettare Marco, il nuovo nato, al fratellino più grande? (Maria Chiara ha anche un altro bimbo, Gabri n.d.r.)
Più che affrontata l’ho vissuta. È un momento, oltre che soggettivo, anche per la seconda volta primordiale ma certamente più consapevole. Si dissolvono vecchie ansie e si producono nuovi sogni. Gabriele il suo fratellino l’ha cercato più di noi e da buon fratello maggiore, a soli 4 anni,si prende cura di lui.

Una buona formazione genitoriale in questo frangente è importante, ti permette prima di tutto di non fare danni: distribuire bene le attenzioni, non caricare di responsabilità il fratello maggiore, renderlo partecipe e soprattutto accogliere tutto ciò che arriva, a braccia aperte.

4) Da mamma confermi la difficoltà, anni fa come adesso, di reperire qualche capo per il parto che non fosse la camicia da notte di Wendy di Peter Pan?
Confermo. Nella prima gravidanza avevo giusto pellegrinato per tutto il Salento alla ricerca di un capo semplice ma giovane, incontrando il totale insuccesso. Tant’è che alla fine preferì usare le camicie di mia madre per dare almeno un senso affettivo a quei capi. Nella seconda gravidanza ho integrato alla ricerca porta a porta tra i negozi, quella online, scontrandomi con un altro fallimento.

Perciò, grazie Zazi!!!!

5) Sei stata la prima mamma in assoluto a indossare una camicia da notte Zazi durante il parto. Come ti sei sentita? Ci son stati commenti da parte degli “addetti ai lavori” (medici, ostetriche e vattelapesca)?. Sono ammesse, ovviamente, anche appunti e critiche. 🙂

Premesso che la camicia Zazi la utilizzo ancora quando sono a casa ed è comoda per l’allattamento e per ricevere decentemente le visite dei più.

In ospedale io ci sono arrivata per ricovero fuori termine e per fortuna con 2 camicie premaman Zazi che mi hanno permesso di effettuare il via vai nei corridoi tra visite e tracciati in maniera decorosa e inedita J. Tra la curiosità di chi leggeva e lo stupore dei più attenti, posso dirvi che mi sono sentita “bella”. Non è poco, per chi come me, arriva a 41 settimane + 4 giorni di gestazione, affaticata, gonfia e impaziente.

6)  Posto che dovresti essere ancora in maternità, come credi di conciliare lavoro e il tuo ruolo di mamma?

In questa fase il ruolo di madre ha la priorità. Principalmente perché allatto al seno e poi perché è un mio bisogno fisico di restargli vicino per almeno i primi 6 mesi. Il lavoro fuori sede, in sostanza,non si concilia. Io mi occupo di gestione e sviluppo risorse umane a chiamata, tra enti privati, aziende e singoli individui, il tempo che dovrei trascorrere fuori oscilla tra le 4 e le 6 ore al giorno. A garanzia del management familiare, lavoro da casa.

7) Con i cinque mood Zazi descrive vari tipi di mamme, ognuna con il suo modo di essere. Tu hai scelto la camicia cool, perchè?

 Bella domanda! Il mood celebra così: “Punti di vista” ”Sono PanZesca”.

Sono deontologicamente e personalmente orientata a pensare e stabilire relazioni, ammettendo e accogliendo i diversi punti di vista. Questa filosofia mi permette di accettare la relatività che mi circonda e di scoprire l’essenza molteplice di tutte le persone che incrocio. La dicotomia del PanZesca è la base del mio sentire. “Pazzesca e Panzona” per cominciare.

8) Come definiresti Zazi in tre parole?
Satirica, Intraprendente, Evoluzionistica

9) Maria Chiara si confessa: mamma ansiosa, attenta, permissiva…

Mamma beffarda, autorevole e presente.

 

Grazie per averci dedicato del tempo prezioso, averti tra le nostre guest è un regalo (ancora un altro!) immenso che ci fai! Ti mandiamo un bacio e mille abbracci