Prima di Zazi, un progetto a cui abbiamo dedicato energie, notti, giornate, con dedizione, passione, amore, abbiamo vissuto entrambe a lungo al di fuori dei nostri paesi, al di là del Salento.
Ognuna nel suo mondo, non sapevamo neanche dell’esistenza l’una dell’altra.
Poi il rientro, l’incontro presso la web agency per cui lavoriamo entrambe, la condivisione della stessa postazione di lavoro in orari diversi: Barbara che dimenticava di fare il logout, io che mi chiedevo chi fosse quella ragazza ricciolina che si intravedeva dalla foto profilo.
Nasce così la nostra storia, in un ufficio con volte a stella, luci azzurrine dei monitor, pausa caffè, post it e lunghe chiacchierate su Skype.

Che dite, vi va di leggerla?

Luciana

Ho Bologna nel cuore, una città che mi ha dato tanto, tra amicizie, vita intensa, studi universitari e i primi sbocchi lavorativi. Ho coltivato lì la passione per la scrittura creativa, con un maestro, Luigi Bernardi, che sino alla fine mi ha incitato a credere in me stessa, definendomi spettinata, sognatrice, con “grumi di sogni” da sciogliere.
Il suo insegnamento migliore per rendere a scrittura unica e fluida? Camminare per strada, a piedi, guardandosi intorno.

Camminare apre un mondo  fatto di persone reali, ognuna con le sue sfide e personali tormenti, la cui vita ti sfila di fianco senza che ci si renda conto di nulla.  Ogni piccolo dettaglio contribuisce ad arricchire le storie che vogliamo raccontare. Dal giornalaio che alle sei del mattino si nasconde per ingollare una brioche e arrossisce per via dei clienti in attesa, al barbone che sorride riconoscente, al manager incravattato che parla con auricolari e pesta una chewing-gum.
Tutti dettagli che ho imparato a osservare grazie a Luigi, che da lassù credo che sorriderà sornione, fumando l’ennesima sigaretta.
Da Bologna son sbarcata a Dublino, dove ho perfezionato la conoscenza della lingua, nella pioggia irlandese, convivendo con Teckla, autoctona ottantenne con la quale ci ubriacavamo di punch caldo all’arancia, ascoltando musica thailandese, mangiando crema giallognola con prugne secche (terribile).
Un paio di lavoretti e poi la decisione di rientrare alla base, a sud, la voglia di costruire un percorso valido e duraturo nello stesso posto in cui sono nata e in cui c’era, ad attendermi, la mia famiglia.
La motivazione, quella vera, è una sola.
Non siamo eterni, ero stanca di ritmi sostenuti, corse, ansie e volevo tornare a casa, stringermi nell’abbraccio al tabacco di mio padre, farmi carezzare la testa da mia madre, cambiare il pannolino ai nipotini, sedere di fronte al mare, in silenzio.
Non è stato facile, lo ammetto.
Migliaia i curriculum inviati, diversi colloqui, l’approdo a 2night come redattrice responsabile per Lecce e Brindisi e di nuovo la corsa, continua, su e giù per un Salento che ho scoperto man mano così, e che ho visto sempre più bello.
Poi la svolta, l’amore che mi ha travolta e stravolta, soprattutto perchè tra le mie convinzioni c’era quella (solidissima?) che non mi sarei mai sposata.
Invece eccomi qui: 34 anni e un bimbo di quasi 3, un marito che adoro, copywriter freelance con diverse collaborazioni all’attivo, che spesso mi tolgono il sonno più di mio figlio, e poi il nostro progetto, Zazi, che nel giro di pochissimo tempo ci sta regalando gioie ed emozioni uniche.

Mi sveglio ogni giorno entusiasta della vita, che ha messo sul mio cammino Barbara, con cui condivido l’amore per la scrittura, le risate, i libri e con cui perdo la vista dinanzi al pc.
Ma che importa? Siamo qui, felici di esserci.

Barbara

La mamma racconta della mia lingua sciolta fin da piccolissima. Le parole possono essere bellissime, per questo parlo, ascolto e scrivo con molta attenzione. Per completare il quadro va detto, qui e subito, del mio amore per la bicicletta: in sella sono nate le idee migliori, ho preso scelte importanti (avete presente i bivi nella vita? mi riferisco a quelli), per non parlare dell’ispirazione attraversando le campagne salentine. Clèment dice che proprio lì, nello spontaneo, nell’incolto e nel selvatico risiede l’invenzione.

Sono circa cinque anni che ho lasciato Roma, dallo stesso tempo è iniziato un cammino tortuoso fatto di sconfitte, sorrisi, nuovi incontri, visioni e scoperte, tra cui quella di voler restare.

Correvo e correvo, il fiato era pesante, il cuore batteva forte, ero paonazza e confusa. Le mani hanno cercato supporto nelle ginocchia flesse e così ho sollevato lo sguardo, ho recuperato fiato e ho ripreso la mia corsa, pian pianino e poi più forte. Ecco, questa ero io dopo Roma: dovevo adeguare il mio ritmo accelerato a quello di un Salento lento. Con la bicicletta, l’incontro di persone speciali, la presenza costante di Roberto, la nascita di Elia e Lorenzo di cui sono zia, pazzamente innamorata, e la mia stessa volontà di riuscire in una sfida apparentemente difficile, ho apprezzato l’intorno con uno sguardo nuovo.

E ho visto un Salento ammaliante: il lavoro mi ha portato a scrivere tanto di questa terra e delle sue “chicche”, poi ci sono state le esperienze di Puglia autentica con touranGo, la riscoperta della terra con Luna laboratorio rurale, l’andirivieni da Hub Bari per un progetto, e oggi Zazi, la mia nuova avventura made in Salento con Luciana e la ripresa di una corsa senza fine 🙂